YOGA E VALORI UMANI ALLE SCUOLE ELEMENTARI

Lo yoga è una disciplina che ben si presta per veicolare i Valori Umani per due motivi molto semplici: lo yoga prevede la necessità di applicare nella propria vita un codice etico e morale indispensabile per preservare le energie dell’individuo e veicolarle per la crescita interiore, inoltre l’approccio dello yoga è “imparo mentre faccio”, quindi in modo immediato i messaggi vengono recepiti perché il nostro sistema muscolo scheletrico (quello con il quale per primo iniziamo ad apprendere da piccoli) è direttamente coinvolto nell’attività, e tutto il nostro essere partecipa all’esperienza. Lo yoga, infatti, è una disciplina che guarda all’essere a 360°, considerando l’aspetto fisico, emozionale, energetico, mentale, senza trascurare gli aspetti etici e valoriali. 

La pratica Yoga è non competitiva ed è uno dei modi migliori per incanalare l’energia dei bambini. Bambini, ragazzi e gli adulti diventano più calmi e acquistano maggiori capacità di concentrazione. Non viene richiesta loro nessuna prestazione particolare, ma semplicemente che partecipino ad un clima di calma a serenità, con la quale poter resettare tensioni e risolvere situazioni spiacevoli che possono aver vissuto.Proprio questo viene fatto durante le lezioni di yoga per bambini, all’inizio infatti si fa chiudere loro gli occhi e, si chiede di lasciare andare eventuali problemi o tensioni che possono aver vissuto, ed immediatamente dopo gli si chiede di pensare a qualcosa di meraviglioso della loro vita, e che loro stessi sono meravigliosi.

Nel progetto svolto e portato nella scuola elementare Leonardo da Vinci di Due Carrare - Padova sono state svolte 4 lezioni in ogni classe, lezioni di un ora con cadenza settimanale.Nelle 4 lezioni si è raccontata una storia, la storia del principe Siddharta, reinterpretando e riarrangiando la storia di Hermann Hesse. Per preparare ogni lezioni infatti si rileggeva una porzione del  romanzo dell’autore Tedesco e ci si è fatti ispirare per trarre gli elementi utili da portare a lezione.

Nel primo incontro Siddharta si staccò dal padre per andare nella foresta e diventare un Samana, incontrando molti animali (le posizioni) e imparando dai Samana (Govinda e Sambhu) l’ascolto del cuore e l’immobilità.Nel secondo incontro è andato nella città di Kurukshetra imparando molti lavori ed imparando la respirazione dal fiume, incontrando il barcaiolo Vasudeva, e trovando la mappa dello yoga.

Nel terzo incontro è tornato al fiume e, trovando il tempio di Sathya, ha imparato la OM e la concentrazione sulla candela.

Nel quarto incontro decide di andare ad aiutare un villaggio colpito da terremoto per restituire tutto quello che aveva imparato e mettere a frutto gli insegnamenti dei suoi maestri.In ogni lezione c’è stata una prima parte di riscaldamento, seguito da una fase in cui i bambini sperimentavano le posizioni yoga (animali, lavori, immagini richiamanti la natura, fase sempre molto amata dai bambini) che venivano da qualche esperienza di Siddharta, eventualmente facendole attraverso qualche gioco (carta forbice sasso rivisto, la foresta, il libro…), una parte dedicata alla respirazione e alla concentrazione, per concludere con una sezione per il relax (anche questa attività risulta molto amata dagli studenti).

I bambini sono sempre stati mantenuti in cerchio, e seguivano la storia durante l’attività. 

Durante la storia non si mancava di richiamare ad alcune virtù che poteva avere Siddharta o qualche saggio che esso incontrava come il coraggio, la gentilezza, l’amorevolezza, la gioia interiore, la pace, la forza, la volontà di aiutare gli altri e così via, e sempre si invitavano i bambini a far proprie quelle virtù, a sentirsi e vivere come se quelle virtù appartenessero loro.

Nei momenti di meno contenuta “euforia” il silenzio veniva sempre richiamato da una campana tibetana che all’ultima lezione è stata, su loro richiesta, fatta suonare anche ai bimbi.Dopo il relax i bambini trovavano al centro del cerchio un mandala con campane tibetane e dei foglietti che poi raccoglievano in cui erano scritte delle citazioni importanti tratte o dal libro di Hesse o da pensieri di grandi uomini da cui potessero ispirarsi.

Le tecniche quindi sono state quelle dell’uso di storie e della musica, delle posizioni, delle respirazioni, delle citazioni di saggi o santi, del sedere in silenzio con l’ascolto del respiro e la concentrazione sulla candela.

Si è continuamente richiamato all’ascolto ed al silenzio come luogo di presa di consapevolezza. Gli strumenti che i bambini hanno avuto entusiasmo ad acquisire sono stati quelli legati allo scarico delle tensioni (respirazione del taglialegna, temporale, massaggio, scuotersi) alla presa delle posizioni e al relax finale. Molti alunni hanno riportato di aver fatto fare a casa anche ai genitori il saluto al sole e le posizioni.

Ad alcune lezioni hanno partecipato in modo attivo anche le insegnanti che si sono immerse nell’attività come gli studenti, lasciandosi guidare nell’esperienza e beneficiando degli effetti rilassanti della pratica.

Da aggiungere che nelle classi quarte si è fatto un intervento in classe di un’ora per parlare dell’India e della mia esperienza in questo paese, su richiesta delle insegnanti, inserito durante la spiegazione delle civiltà dell’Indo per dare una testimonianza diretta del mio vissuto e del contatto con questa civiltà. La cosa che interessava di più alle maestre era capire come mai un popolo ha vissuto per millenni in pace, senza i conflitti che spazzavano l’Europa ed il resto del mondo. Quesito certamente interessante.

I bambini hanno in generale accolto con molto favore l’attività, avendo piacere di partecipare ai momenti di calma che gli venivano proposti. Molti all’inizio del corso, alla domanda “che cosa è lo yoga?” avevano risposto: calma, far pace con gli amici, relax, fare la OM, parlare con gli angeli… e alla fine di ogni lezione quando gli si chiedeva che cosa fosse loro piaciuto più di metà rispondevano “tutto”, riportando poi la preferenza verso alcune posizioni o tecniche.Le maestre, forse accorgendosi della significatività dell’esperienza, hanno deciso di invitare all’ultima lezione delle terze i genitori per una “lezione aperta” a cui quasi tutti i genitori hanno partecipato, entusiasti. I commenti dei genitori sono stati tutti positivi e alcuni di essi alla fine della lezione sono venuti a chiedermi quali tecniche usassi per mantenere tale calma.

L’esperienza, certamente impegnativa, ha dato i suoi frutti migliori nel seminare alcuni dei concetti e principi che la cultura dello yoga vuol portare sia sotto il profilo dell’unificazione dell’essere che del far emergere virtù e bontà nei più piccoli, con la prospettiva che questi bambini possano in un futuro avvicinarsi ad una pratica più impegnativa nel momento in cui ne dovessero sentire la necessità e che possano vivere secondo i valori dell’Amore, della Pace, della Non Violenza, della Verità e dell’Azione Consapevole, per poter trovare nei momenti di difficoltà della vita degli strumenti per affrontare e superare situazioni di stress, tensione o disagi fisici o mentali, o semplicemente per vivere in modo felice!

Prof. Matematica, Insegnante Yoga, Educatore ai Valori Umani Samuel Contarini

  • Newsletter

  • Seminari e formazione