IL RACCONTO DI STORIE

Nell’anno scolastico 2016/17 presso il Liceo Scientifico e Tecnologico “Righi” di Corsico (Mi) è stato realizzato un progetto composto da  sei incontri utilizzando principalmente la tecnica del racconto di storie. Le storie sono state raccontate in modo interattivo  e hanno suscitato interesse e discussione negli  incontri proposti ad una classe prima. Questo progetto vuole offrire agli alunni la possibilità di riflettere sul proprio modo di essere, di riconoscere i Valori che ognuno di noi può manifestare e che ci rendono esseri Umani con la U maiuscola. “Chi sono io, perché esisto, quale sarà il mio destino” sono alcuni dei temi che hanno animato la discussione. Questi argomenti, anche se può sembrare il contrario, stanno molto a cuore ai ragazzi che sono ben felici di poter condividere e confrontare con gli altri i loro pensieri esistenziali. Gli applausi, che sempre hanno accompagnato la fine delle attività, sono stati la prova tangibile del bisogno di dare spazio e voce alla propria dimensione interiore.

Sathya Sai ci ha donato la visione pedagogica e spirituale del processo educativo, ma ricordandoci che teoria e pratica devono procedere all’unisono, ci ha fatto dono delle cinque tecniche, strumenti concreti per trasferire nella pratica quotidiana i principi di “Educare”.
Il racconto di storie è una delle cinque tecniche e può essere utilizzato in svariati contesti, sia con adulti, sia con ragazzi e bambini.


Sin dai primordi il racconto di una storia è risultato essere il metodo più proficuo per trasferire informazioni e messaggi. Le storie suscitano interesse, catturano l’attenzione di chi ascolta, stimolano processi identificativi, sviluppano immaginazione ed empatia.
Da sempre i grandi Maestri hanno utilizzato le storie per risvegliare i Valori, trasmettere un insegnamento morale o spirituale o elevare la consapevolezza e la trasformazione personale.
Le storie possono essere cercate nei racconti della tradizione popolare, nelle fiabe, nella letteratura Sai, nei testi sacri o mitologici o nella vita di grandi personaggi.

Il messaggio delle storie risulta essere particolarmente efficace se raccontando le stesse riusciamo ad immedesimarci nella vicenda, se sappiamo utilizzare la voce ed il corpo in modo funzionale.
E’ importante dare un seguito alla storia attraverso domande e risposte, proponendo attività di gruppo quali giochi di ruolo o circoli di studio ecc…

LA STORIA INTERATTIVA

In questi ultimi decenni si e sperimentato in numerose scuole del territorio nazionale ed anche in Europa una attività che, utilizzando il racconto di storie, stimola gli studenti a riflettere su se stessi, li guida a valorizzare le potenzialità e le qualità di ciascuno, accresce la consapevolezza e il successo.
Il racconto di storie si struttura seguendo cinque tecniche: il Canto, il Racconto, la Concentrazione e l’Immaginazione guidata, Citazioni e Attività di gruppo.
Le cinque tecniche vengono applicate con una certa enfasi in modo che gli alunni ascoltino, vedano e facciano; infatti se solo si ascolta, si dimentica; se si vede si comprende; se si fa si impara.
Ecco come si svolge una lezione tipo:

  • Canto: si inizia con un canto di gruppo, perché cantare insieme porta attenzione e concentrazione, crea disciplina e armonizza il gruppo e lo predispone al seguito del lavoro. 
  • Racconto di storie: il racconto di storie avviene con l’aiuto di ogni pagina della stessa, illustrata, messa su lucido e proiettata sulla parete tramite lavagna luminosa. L’insegnante recita la parte narrante e poi chiede agli alunni di recitare i discorsi diretti; di dar voce a ciò che vedono; di entrare nel ruolo dei personaggi esprimendo proprie considerazioni e immaginando di essere al loro posto; di rapportare quello che accade nella storia con la vita di ogni giorno attraverso il racconto di esempi ed esperienze. La storia rappresenta la struttura portante del metodo ed un canale tra le cui sponde viene sviluppata l’attenzione degli alunni che si sentono coinvolti, si divertono e si incuriosiscono alla soluzione degli enigmi che le vicende presentano. 
  • Viaggio immaginario: dopo diverse pagine di racconto, quando l’interesse è alto viene proposto un “viaggio immaginario”; gli alunni chiudono gli occhi e dopo un momento di concentrazione e focalizzazione sul respiro, si calano nella storia e nei personaggi, ipotizzando lo sviluppo delle vicende, immaginando il finale della storia. Con questo viaggio si stimola la concentrazione, la creatività e l’immaginazione.

Carlo Tognetti
Prof. Letteratura ed Educatore ai Valori Umani

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